Settimana europea per la salute e la sicurezza sul lavoro 2026

Dal 19 ottobre è iniziata la Settimana europea per la salute e la sicurezza sul lavoro, la più estesa iniziativa di sensibilizzazione a livello comunitario dedicata al mondo del lavoro, promossa dall’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA). L’iniziativa si propone di diffondere presso la popolazione la conoscenza dei rischi professionali e degli obiettivi di prevenzione necessari a ridurre infortuni sul lavoro e malattie professionali.

La SIML partecipa con convinzione a questa ricorrenza. I propri soci, ogni giorno dell’anno, operano per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori attraverso la collaborazione alla valutazione dei rischi nei luoghi di lavoro, le attività di informazione e formazione, e la sorveglianza sanitaria, finalizzata a individuare precocemente i soggetti più suscettibili, riconoscere i segni iniziali di patologia e promuovere percorsi di tutela della salute. La prevenzione resta lo strumento più efficace e i relativi investimenti producono benefici concreti per il lavoratore, per il datore di lavoro e per la collettività.

Restano tuttavia obiettivi ancora da raggiungere. Una drastica riduzione degli infortuni e delle malattie professionali rappresenta un traguardo realistico, purché sostenuto da investimenti nella prevenzione, dallo sviluppo di una cultura della sicurezza, dal miglioramento dell’organizzazione del lavoro e dall’adozione di soluzioni che rendano intrinsecamente sicure le attività produttive. La SIML, anche attraverso la ricerca scientifica e la produzione di Documenti di orientamento professionale, rinnova il proprio impegno al fianco di tutti i professionisti che quotidianamente operano per la prevenzione nei luoghi di lavoro.

Alcuni dati di riferimento (Relazione INAIL, settembre 2026)

Nel 2025 sono state presentate 600.000 denunce di infortunio, con un incremento dell’1,2% rispetto al 2024. Di queste, 519.000 riguardano lavoratori, di cui il 20% in itinere (in crescita del 2,4%), e 81.000 studenti. Le denunce con esito mortale sono state 1.198, in calo del 3,3% rispetto all’anno precedente. Manifattura, costruzioni, sanità, trasporti e commercio raccolgono oltre il 70% delle denunce in occasione di lavoro nel comparto Industria e servizi; quasi il 60% dei decessi si concentra in costruzioni, manifattura e trasporti.

Nel confronto europeo (dati Eurostat 2023), l’Italia registra 991 casi di infortunio non mortale ogni 100.000 occupati, contro una media UE-27 di 1.300. Il tasso di mortalità si attesta a 1,20 ogni 100.000 occupati, in linea con la media europea (1,23) e con la Spagna (1,18), inferiore a quello francese (3,50) e superiore a quello tedesco (0,53).

Le malattie professionali risultano in aumento, in larga parte per effetto delle patologie muscolo-scheletriche di origine lavorativa. Nel 2025 le denunce hanno raggiunto quota 98.312, contro le 88.338 del 2024 (+11,3%), il valore più alto degli ultimi ventisei anni, quadruplicato rispetto al 2000. Tale incremento non implica necessariamente un peggioramento delle condizioni di lavoro: riflette in misura significativa l’emersione del sommerso e una più puntuale attività di prevenzione.