Terzo Piano Disabilità 2026: inclusione, salute e lavoro al centro delle nuove strategie nazionali

Dopo una lunga gestazione, è stato diffuso il Terzo Piano di Azione per la promozione dei diritti e l’inclusione delle persone con disabilità, pubblicato in Gazzetta Ufficiale come D.P.R. 12/03/2026.

La stesura del Piano rientra tra le attività dell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità, istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri dalla L. 18/2009, che ha il compito di promuovere l’attuazione nel nostro Paese dei principi della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (UN CRPD) del 2006.

Il Piano ha una struttura molto elaborata e prevede sette linee di intervento declinate in cinquantatré linee di azione, articolate a loro volta in sei sezioni: scenario di riferimento, obiettivi, azioni prioritarie, indicatori di risultato, soggetti responsabili.

La linea centrale del Piano è dedicata al progetto di vita, in attuazione del d.lgs. 62/2024 di riforma della disabilità. Altre linee di intervento sono dedicate all’accessibilità universale, a istruzione e università, a sicurezza inclusiva e cooperazione internazionale, ai sistemi di monitoraggio.

La Seconda linea di intervento, focalizza i temi di salute e benessere, prevedendo, tra le altre: azioni di miglioramento delle competenze cliniche dei professionisti della salute per rispondere ai bisogni di salute fisica e mentale delle persone con disabilità e azioni di pianificazione di un modello di accoglienza medica loro dedicato, organizzato in una rete di strutture ospedaliere e territoriali, anche attraverso il potenziamento delle tecnologie assistive e di intelligenza artificiale.

Di particolare interesse appare la Terza linea di intervento che intende agevolare l’inclusione lavorativa e che, alla decima linea di azione sulla promozione della salute e sicurezza sul lavoro per le persone con disabilità, sollecita le società scientifiche ad elaborare documenti di indirizzo per i medici competenti in tema di valutazione dell’idoneità alla mansione di queste persone. Per rispondere a tale indicazione, da sviluppare in concerto con l’Istituto Superiore di Sanità, sono già state avviate le necessarie interlocuzioni.

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